mastoplastica additiva

E’ l’intervento chirurgico che permette, grazie all’introduzione di protesi sotto la ghiandola mammaria o sotto il muscolo pettorale, l’aumento di volume del seno.Dette protesi, come hanno provato gli studi più recenti non sono cancerogene (cioè non provocano tumori) né mutagene (non provocano cioè mutazioni a carico del DNA delle cellule) e neppure teratogene (non provocano alterazioni fetali).

La Mastoplastica Additiva è l’intervento di chirurgia plastica tra i più diffusi oggi, che permette di aumentare il proprio seno di una, due, tre e persino quattro taglie, migliorandone anche la forma e l’aspetto: la Mastoplastica Additiva prevede l’inserimento di protesi mammarie di ultima generazione, in gel di silicone, materiale sicuro e dalla consistenza molto naturale.

 

L’intervento di chirurgia plastica di aumento del seno interessa donne con un seno poco sviluppato (ipoplasia mammaria), con un seno piccolo e rilassato (ipotrofia mammaria con ptosi lieve), con un seno svuotato (a seguito di una gravidanza), oppure con un seno reduce da una mastectomia, asimmetria mammaria (un seno più piccolo dell’altro).

 

La durata della protesi mammaria è permanente. Si potrà eventualmente richiedere un ulteriore rimodellamento del seno, con eventuale cambio di protesi, per adeguarlo al naturale modificarsi del corpo dovuto al passare del tempo, circa 10-15 anni dopo il primo intervento.

La Mastoplastica Additiva è stata la scelta di 30.750 donne italiane nel 2009.

Il 47% degli uomini italiani intervistati identifica la femminilità con il seno.

Il seno ideale? Le italiane lo desiderano innanzitutto sodo, quindi pieno ed alto, mentre almeno un 25% degli uomini italiani lo vuole prosperoso. La taglia ideale è la terza, per il 65% delle donne italiane, seguita dalla quarta (25%), opinione condivisa dall’84% dei chirurghi plastici italiani; mentre  il 32% degli uomini desidera la quarta. L’85% degli uomini italiani comunque vorrebbe una compagna dal seno proporzionato alla silhouette, non cadente. Sia le donne che gli uomini italiani bocciano il seno rifatto solo se c’è troppa differenza tra il prima e il dopo, inconveniente che si può evitare scegliendo di affidarsi ad esperti di comprovata esperienza, specializzati, che impiegano materiali sicuri e scientificamente testati per un risultato naturale, proporzionato e progettato per durare.

Le piccole incisioni chirurgiche nella Mastoplastica additiva possono essere effettuate o a livello del solco mammario o lungo la metà della circonferenza inferiore del capezzolo ( da ore 4 a ore 9 ) o per via transascellare.La scelta della tecnica da eseguire deve essere il risultato di un lungo colloquio con il paziente (consenso informato) che va capito in ogni sua sfumatura e soprattutto interpretato nei suoi desideri.

ESAMI PRE INTERVENTO E TERAPIA FARMACOLOGICA

Sospendere l’assunzione di farmaci contenenti acido acetilsalicilico (es: Alka Seltzer, Ascriptin, Aspirina, Bufferin, Cemerit, Vivin C, ecc…); eliminare o ridurre il fumo almeno una settimana prima dell’intervento. Normali accertamenti di routine: emocromo, ves, glicemia, transaminasi, creatinina, CPK, PTT, tempo di protrombina Elettrocardiogramma basale. Ecografia mammaria Assunzione di antibiotici per 5-6 giorni dal giorno precedente all’intervento. Assunzione di antinfiammatori per 10 giorni dal giorno dell’intervento.

TECNICA OPERATORIA
L’introduzione delle protesi avviene dopo la creazione di una tasca preparata sotto la ghiandola mammaria o sotto il muscolo pettorale a secondo dei casi clinici ( ipotrofia mammaria, ipoplasia mammaria, ptosi cutanea ) . Esistono diversi tipi di protesi a superficie rugosa (testurizzata) o liscia, con diverso contenuto (silicone, soluzione salina, olio di soia, idrogel), a singola, doppia o tripla camera, rotonde o anatomiche. Attualmente le più usate sono le protesi testurizzate, qualsiasi sia il loro contenuto, in quanto riducono al minimo quella che è la complicanza più importante nella mastoplastica additiva, cioè la contrattura capsulare.Un’emostasi accurata e la ricostruzione corretta e precisa dei piani profondi e superficiali risulta fondamentale per la riuscita estetica dell’intervento.

A seconda della costituzione della paziente, della tonicità muscolare e dell’elasticità cutanea, i risultati dell’intervento si cominceranno ad apprezzare circa dopo un mese, vale a dire man mano che il gonfiore si ridurrà, anche se non si dovrà mai dimenticare che il risultato definitivo sarà valutabile trascorsi sei mesi, cioè quando i tessuti si stabilizzeranno.