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Brasile ? Paese di nascita della chirurgia plastica ?

Rio de Janeiro non è per tutti. In una città con alcune delle spiagge più famose del mondo (Ipanema, Copacabana) e dove l’estate dura quasi tutto l’anno, il culto del corpo è – inevitabilmente – onnipresente. E con essa, la sua parte di sofferenza. Ogni giorno i Cariocas si allenano nei parchi, nuotano, corrono, insomma, tutto ciò di cui hanno bisogno per mantenersi in forma e corrispondere così all’immaginario collettivo. Corpi sodi, abbronzati, vita sottile e glutei tonici, con, se possibile, un petto largo e i capelli al vento. Uno stereotipo venduto a livello internazionale, per il quale i brasiliani ne pagano il prezzo ogni giorno.
E a ragione: la chirurgia estetica è uno dei settori più resistenti alla crisi in Brasile. Secondo nella classifica internazionale dopo gli Stati Uniti, il Paese registrerà più di due milioni di procedure nel 2014, ovvero il 10% del totale mondiale. E se le donne sono i clienti principali, gli uomini sono sempre meno lasciati indietro. In cima alla lista ci sono Rio e San Paolo, le due capitali economiche del Paese. Per quanto riguarda la procedura più richiesta, se non viene tralasciata nessuna parte del corpo, dalla punta del naso ai trapianti di capelli e alla ginecomastia, la mammoplastica è, non sorprende, in cima alla lista.
In un mondo ideale, nessuno dovrebbe cambiare il proprio aspetto per soddisfare i canoni di bellezza, soprattutto se si pensa ai costi e ai pericoli della chirurgia estetica. Ma come ci diranno le donne che abbiamo incontrato, la chirurgia plastica può diventare anche un mezzo di espressione e, soprattutto, di acquisire fiducia in se stessi.
E se la scelta di modificare il proprio corpo fosse tanto sinonimo di libertà quanto di accettazione di sé stessi?